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Ma che fine ha fatto…Tomas Brolin

Gli anni storici al Parma, la breve carriera da portiere, il ristorante italo-svedese. Andiamo a scoprire che fine ha fatto Tomas Brolin.

PARMA, ITALY – MAY 12: (L to R) Alessandro Melli, Tomas Brolin, Georges Grun and Faustino Asprilla celebrate with the cup the twentieth anniversary of the conquest of the Cup Winner’s Cup at Wembley prior to the Serie A match between Parma FC and Bologna FC at Stadio Ennio Tardini on May 12, 2013 in Parma, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

I tifosi gialloblù di lungo corso si ricorderanno certamente la chioma bionda di Tomas Brolin, il piccolo svedese che calpestò il terreno del Tardini nel primo lustro degli anni 90. In breve tempo divenne un idolo per i tifosi e viene ancora oggi ricordato come una delle meteore più nostalgiche del calcio italiano di quegli anni.
Dopo aver smesso col calcio giocato, si è fatto rivedere in Italia con qualche chilo in eccesso in occasione del Derby del Cuore, venendo impiegato come portiere. Adesso, però, che fine ha fatto? Scopriamolo insieme, ripercorrendo prima alcuni eventi della sua breve carriera.

Gli anni al Parma

Nato il 29 novembre del 1969, arrivò a Parma al termine dei mondiali italiani insieme a un altro giocatore presente in quella manifestazione, Claudio Taffarel. La nazionale svedese di quegli anni non era neanche lontanamente paragonabile a quella arrivata terza a USA 94, e infatti perse tutti gli incontri della fase a gironi. Ciononostante, il giovane Tomas riuscì a mettersi in luce grazie ad un goal segnato proprio a Taffarel nel match contro il Brasile, richiamando così l’attenzione dei dirigenti del Parma, neopromosso in Serie A.
Il suo adattamento al calcio italiano fu folgorante. Alla sua prima stagione con i Ducali segnò 7 reti, portando la squadra al quinto posto, che valse la qualificazione in Coppa UEFA. La stagione successiva arrivò anche il primo trofeo, con la conquista della Coppa Italia.

Nell’estate del 1992, però, il Parma acquistò Faustino Asprilla, talento colombiano tornato alla ribalta in questi anni per la produzione di preservativi XXL. Con Tino in attacco, Brolin trovò sempre meno spazio ma riuscì comunque a dare il proprio apporto nelle imprese in campo europeo: una Coppa delle Coppe (1992/1993), una Supercoppa UEFA (1993) e una Coppa UEFA (1994/1995). Alla fine del ’95 venne ceduto al Leeds United, dove però trovò poco spazio anche a causa di un rapporto non proprio idilliaco con l’allenatore Howard Wilkinson. L’esperienza in Premier durò soltanto un anno e iniziò a questo punto a cambiare squadre di anno in anno, tra le quali un breve ritorno con poca fortuna al Parma. Questo lo portò alla decisione di ritirarsi dal calcio giocato a 29 anni ancora da compiere.

Il pesce d’aprile

In occasione del primo di aprile del 1996, mentre Brolin era tra le file del Leeds, decise di preparare un bel pesce d’aprile. Rilasciò un’intervista in cui comunicava di essere stato ceduto in prestito al Norrkoping per sei mesi, ritornando così nella squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio. Ovviamente era tutto falso, ma la notizia si sparse a tal punto da finire sulle prime pagine di tutti i giornali svedesi, facendo non poco incavolare i dirigenti della squadra inglese e costringendo Brolin a dichiarare che si trattava di uno scherzo. Insomma, non proprio l’idea del secolo, visto che già prima di quell’evento non occupava proprio un posto di primo piano nel cuore dei tifosi del Leeds e del suo allenatore.

Un addio con stile

Dopo aver giocato l’ultimo anno tra i professionisti con il Crystal Palace, Brolin decise di tornare a giocare nella squadra della sua città natale, l’Hundiksvalls ABK, militante allora nella terza divisione svedese. Con questa squadra scese in campo una sola volta ma non come attaccante come ci ha sempre abituato, bensì come portiere. Il 29 agosto del 1998 entrò per sostituire l’estremo difensore titolare per gli ultimi 15 minuti, riuscendo anche a non subire goal.

E ora che fine ha fatto?

Dopo aver lasciato il mondo del calcio, Tomas Brolin si è reinventato come imprenditore. Anni fa aveva aperto il ristorante “Undici”, più volte multato per aver somministrato alcol a minorenni, che mischiava cucina italiana e svedese. Recentemente, grazie ad un manicotto di sua invenzione, è riuscito a inserirsi nel mercato degli aspirapolveri, fondando la TwinnerPro (cercatela su Google se siete interessati).
Ora, tra una partita e l’altra di padel, continua la sua carriera nel mondo del poker, come giocatore di Texas Hold’em. Per rimanere aggiornati sulla sua vita, vi consigliamo di seguire il suo profilo instagram. Armatevi però di dizionario svedese-italiano.

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