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I centrocampisti più scarsi del Milan

I centrocampisti più scarsi del Milan, i peggiori acquisti della storia rossonera.

MEZZALA DESTRA JOSÈ MAURI

José Agustin Mauri, argentino con cittadinanza italiana. Arrivò dal Parma, dove giocò due stagioni, nel 2015, dopo il fallimento del club emiliano. Maglia numero 4, precedentemente indossata da Sulley Muntari. Fece esordio in Coppa Italia soltanto a dicembre, contro il Crotone a San Siro. In campionato si vide addirittura a marzo, in trasferta al Bentegodi di Verona contro il Chievo. Cinque uscite, un prestito a Empoli, altri due anni con una manciata di presenze e poi tanti saluti.

IN CABINA DI REGIA JOSÈ ERNESTO SOSA

Estudiantes, Bayern Monaco, Napoli, Metalist, Atletico Madrid, Besiktas. Centrocampista cosmopolita, l’argentino classe 1985 al Milan arriva con qualche ingranaggio arrugginito, probabilmente proprio per l’età e il tour in giro per il mondo. Il club rossonero nell’estate del 2016 investe per il suo cartellino 7,5 milioni di euro. Contratto biennale e maglia numero 23. Alla fine colleziona in maglia rossonera 18 presenze e un trofeo, la Supercoppa Italiana vinta dalla squadra di Vincenzo Montella a Doha contro la Juventus. Viene ceduto in Turchia la stagione successiva.

SULLA SINISTRA BAKAYE TRAORÈ

Tra i centrocampisti più scarsi del Milan c’è anche lui. Quasi 200 presenze in Francia dal 2004 al 2012, poi l’arrivo a Milanello. In panchina c’è Massimiliano Allegri. Il francese di origini maliane firma un triennale. Oggetto misterioso mai identificato. Saluta i rossoneri dopo appena una stagione e sette presenze tra campionato e Champions League. A Milano se lo ricordano solo grazie a Niang, che un giorno privo di patente venne fermato per un controllo e, nel tentativo di passarla liscia, si spacciò per il compagno di squadra. Indossò la maglia numero 12, proprietà per tradizione del secondo portiere: è la prima volta nella storia del Milan che a indossarla è un giocatore di momento. Qualcosa voleva pur significare.

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