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Cosa sta succedendo nel Manchester United di Amorim?

Amorim

Il Manchester United sembra essere un problema irrisolvibile da anni: moltissimi allenatori di alto profilo si sono avvicendati su questa panchina senza riuscire a riportare la squadra alla sua gloria passata. L’ambiente a Manchester è così disfunzionale da apparire a tratti disturbante: com’è possibile che una squadra di così alto profilo, con giocatori stabilmente tra i migliori in Europa nel proprio ruolo, non riesca mai ad essere davvero competitiva?

Siamo ormai arrivati al punto in cui quando un giocatore passa al Manchester United non si viene più ammaliati dall’idea di vederlo indossare una maglia storica, ma quasi si teme per il suo futuro. La lista di grandi prospetti arrivati sulla sponda rossa di Manchester per consacrarsi e che invece sono in qualche modo regrediti è sempre più lunga: Donny van de Beek, Jadon Sancho, Rasmus Højlund, Antony e Joshua Zirkzee sono solo alcuni dei talenti che si sono persi in quel buco nero che è lo United degli ultimi anni.

Proprio per questo c’è una sorta di morbosa curiosità che si manifesta ogni volta che lo United cambia allenatore. La domanda è: si può davvero andare più in basso di così? Quando, a novembre 2024, Rúben Amorim è arrivato a Manchester, sembrava effettivamente esserci aria di cambiamento: forse l’uomo che ha reso lo Sporting Lisbona un pericolo per qualunque squadra in Europa poteva effettivamente essere in grado di rivitalizzare un ambiente annichilito da due anni di Ten Hag.

Il peggior team nella storia dello United

Queste parole non sono nostre: è la stato lo stesso Amorim a definire il suo Manchester United come “il peggiore nella storia”. Una frase volutamente esagerata, che più avanti l’allenatore ha chiarificato essere rivolta più al proprio operato che ai suoi giocatori. Però, qualcosa di vero c’è: in questo United non sembra funzionare davvero niente, come si è visto nella recente sconfitta per 3-1 contro il Brighton e che ha portato Amorim a fare la dichiarazione di qui sopra.

C’è da dire che poco è comunque imputabile ad Amorim per questa situazione: l’allenatore portoghese è stato assunto a stagione iniziata, con una squadra già disfunzionale e di cui lui non ha scelto neanche un giocatore. Bisogna adattarsi ad un nuovo campionato, un nuovo modo di giocare, nuovi elementi, e tutto nella maniera più veloce possibile: difficile, forse, pretendere più di questo.

Senza contare il match di ieri con il Fulham, nelle 11 partite di Premier League in cui è stato seduto sulla panchina dello United Amorim ha vinto soltanto 3 match, aggiungendo al suo contatore 3 pareggi e 6 sconfitte. Decisamente troppo poco per risollevare un club che langue a metà classifica. L’allenatore ha cambiato di nuovo modulo, provando un 3-4-3 che sembra rendere lo United ancora meno efficiente di quanto già non sia: la verità, però, è che al momento non esiste un modulo in grado di far funzionare davvero i Diavoli Rossi. C’è sempre un nervo scoperto, un elemento debole che gli avversari riescono ad individuare ed attaccare per farsi strada verso il gol.

Il dilemma Garnacho

Sembra passata una vita da quando Alejandro Garnacho, classe 2004, era sul punto di diventare il giocatore simbolo del nuovo Manchester United: circa un anno e mezzo dopo la sua esplosione sotto Ten Hag, ha praticamente la valigia in mano. Sappiamo che le questioni legato al calciomercato sono molto complesse ed è improbabile che un profilo del genere parta già a febbraio, ma il suo ridotto utilizzo è sintomatico della situazione dei Red Devils. Amorim non è uno che le manda a dire, e panchinare uno dei gioielli della gestione precedente è stato sicuramente un atto di forza per aprire il proprio corso: beninteso, il tecnico ha comunque elogiato il giovane argentino e il suo impegno nel migliorare negli aspetti del gioco in cui è ancora carente. Tenere o cedere Alejandro Garnacho potrebbe dire molto sul prossimo futuro della squadra e del suo allenatore.

Le parole di Bruno Fernandes

Bruno Fernandes sembra essere l’unico giocatore nella recente storia del Manchester United ad essere riuscito a sfuggire a quel buco nero di cui vi abbiamo parlato in precedenza: il trequartista portoghese, ai Red Devils da quasi 5 anni, ha effettivamente mantenuto il proprio talento e sembra riuscire a dare il meglio di sé anche attraverso le gestioni più tempestose. Non a caso, è diventato anche capitano della squadra. Ed è stato proprio lui ad esporsi in difesa di Amorim pochi giorni fa in merito alle parole dell’allenatore e al suo scoppio di rabbia che lo ha portato a distruggere una delle tv dello spogliatoio.

In sostanza, Fernandes ha dichiarato che le parole e gli atteggiamenti di Amorim lo hanno “infiammato” e aiutato a comprendere che non si può andare avanti così. Questo endorsement, in un momento in cui la panchina di Amorim inizia già a tremare (sembra che il board sia alla ricerca di un successore) possono essere fondamentali per tenere il tecnico a bordo e portare la squadra a stringersi intorno alla sua figura.

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