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[VIDEO] Miha va fuori di testa! Ecco la top 5 degli allenatori più svalvolati

L’allenatore, il lavoro più difficile del mondo dopo quello del genitore. Ma, si sa, gli allenatori come i genitori sono esseri umani e molte volte perdono totalmente il controllo di sè: insomma, parte l’embolo.
Ne è prova la sfuriata di Mihajlovic ieri, incredibilmente fuori di sè per un cambio sbagliato. Sostanzialmente l’allenatore aveva visto in difficoltà i suoi a mantenere l’1-0 più di Krasic ad adattarsi ai moduli di Conte e aveva optato per la sostituzione di Obi. Lombardo e Castellazzi capiscono male e comunicano al quarto uomo che ad uscire sarebbe stato Rincon. Troppo tardi per rimediare all’errore ed il serbo comincia a vedere nero stile tifoso medio italiano quando perde la schedina per un gol della Spal e spintona i suoi collaboratori. La cosa curiosa è che poi Obi segnerà il gol del 3-0. Un visionario il buon Miha, insomma.

@mrmihajlovic on fire 🔥🔥 Grande #mihajlovic 😂😂

Un post condiviso da Serie A News ⚽️⁉️️️🔝 (@seriea_calcio_news) in data: 27 Ago 2017 alle ore 11:46 PDT

Ma il mister, distintosi anche in passato per gesti di memorabile ignoranza, non è l’unico esempio di allenatore “svalvolato”.
Ricordiamo i 5 gesti più folli in campo:

Non si puó non menzionare, in questa speciale classifica, un campione dell’ignoranza: Jurgen Klopp. Diverse le delicatissime sfuriate e urla dell’allenatore, tra le quali bisogna ricordare l’aggressione al quarto uomo di Napoli-Borussia Dortmund. Klopp lo affronta muso a muso, intimidendolo con una smascellata che un Lapo Elkann in confronto è un mero dilettante.

Eroe dei tempi moderni, Carletto Mazzone ha ricevuto il dono dell’immortalità con la celebre corsa sotto la curva dell’Atalanta, colpevole di aver indirizzato a più riprese insulti personali all’allenatore romano. Un po’ per questo, un po’ per il Brescia sotto 3-1, Mazzone si innervosisce e, dopo il secondo gol di Baggio, si rivolge alla curva atalantina urlando “Se famo er terzo vengo sotto la curva”. Risultato: 3-3. Mazzone comincia a correre a perdifiato verso la curva atalantina stile anziano che, appena uscito di casa, si accorge del nuovo cantiere in costruzione. Il resto è storia.

Uno che perde raramente la testa, ma quando lo fa esagera, è Max Allegri. Qualche anno fa, la sua Juventus rischiava di essere raggiunta dal Carpi all’ultimo minuto per un risultato assurdo di 3-3. Un po’ per rabbia, un po’ per la voglia di imitare il suo idolo Gennaro Troianiello, Allegri si strappa la giacca e la getta a terra, in preda a convulsioni di fronte alle quali anche il miglior esorcista rimarrebbe sorpreso. Il calcio è anche questo.

Un po’ per il VAR, un po’ per le bestemmie post partita, queste prime due giornate di campionato sono state abbastanza movimentate. Ma mai quanto la prima della stagione 2007/08: a renderla tale furono gli allenatori di Parma e Catania, rispettivamente Di Carlo e Baldini. Quest’ultimo viene espulso perchè provocato proprio da Di Carlo, che lo invita ad uscire dal campo e lo insulta; Baldini reagisce violentemente e dà prova di sè con uno spettacolare gesto atletico, colpendo Di Carlo con un calcio nelle natiche più potente di quello che si dà all’amante segreto della propria tipa.

Dulcis in fundo, anche se non proprio “dulcis”, Delio Rossi. L’allenatore pacioso, in un Fiorentina-Novara, perde i propri connotati dopo la sostituzione di Adem Ljajic, che insulta la sua famiglia dopo averlo applaudito sarcasticamente. Altri insistono sui riferimenti alla quasi completa calvizie del mister, ma quello che importa è che in seguito Rossi non ci vede più e si fionda nella panchina cominciando a prendere Ljajic a schiaffi e pugni con una foga che nemmeno un padre dopo l’ennesima insufficienza in matematica del figlio.

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